La magia della Via Crucis Vivente di Martano

Via Crucis Vivente

La Via Crucis Vivente di Martano: fede, comunità e immagini senza tempo

Nel cuore del Salento, tra le pietre antiche del centro storico di Martano, si rinnova ogni anno uno degli appuntamenti più intensi e partecipati della Settimana Santa: la Solenne Via Crucis Vivente.

Giunta alla sua 42ª edizione, la rappresentazione, svoltasi domenica 29 marzo 2026 in occasione della Domenica delle Palme, ha trasformato ancora una volta il paese in un grande palcoscenico a cielo aperto. Un evento che non è solo rievocazione, ma memoria viva, identità collettiva e profonda espressione di fede.

Questa tradizione ha ormai radici profonde, nata oltre quattro decenni fa, grazie all’intuizione e alla guida del compianto Don Cesare Palma, che diede vita a una manifestazione destinata a diventare uno dei simboli più autentici del territorio. Oggi, il suo spirito continua a vivere nell’impegno della comunità parrocchiale di Maria SS. del Rosario, guidata da Don Stefano Micheli e con la direzione artistica del regista Totino Stella.

Via Crucis Vivente

Un racconto corale tra le vie del paese

Circa 200 figuranti in costume hanno dato vita a un racconto corale capace di coinvolgere ed emozionare. Le scene si sono susseguite lungo le vie del centro storico, trasformando luoghi quotidiani in scenari carichi di significato.

Dall’Ultima Cena alla preghiera nel Getsemani, fino al processo davanti al Sinedrio, ogni momento è stato interpretato con grande intensità. Il pubblico ha seguito il cammino di Gesù, interpretato da Gregorio Laganà, attraversando le tappe più drammatiche della Passione: l’incontro con Maria (MariaAssunta Saracino), il sostegno del Cireneo (Cosimo Nocco), il gesto della Veronica (Mariarosaria Cornacchia), fino al tradimento e al tormento di Giuda (Tiziano Merola).

Particolarmente suggestive le scene del giudizio e della condanna, con Francesco Geusa, e il toccante epilogo al Calvario, allestito nei pressi del cimitero comunale, dove la rappresentazione ha raggiunto il suo culmine emotivo.

Via Crucis Vivente

Raccontare l’emozione

Fotografare un evento come la Via Crucis Vivente di Martano significa confrontarsi con qualcosa che va oltre la semplice documentazione. È un’esperienza immersiva, in cui luce, volti ed espressioni diventano strumenti per raccontare una storia universale.

Ogni scatto è un frammento di umanità: gli sguardi intensi dei figuranti, la partecipazione silenziosa del pubblico, i dettagli dei costumi, le ombre che si allungano tra i vicoli. La fotografia, in questo contesto, diventa un mezzo per fermare il tempo e restituire la profondità emotiva di ogni scena.

Ciò che colpisce maggiormente è la capacità dei partecipanti di trasmettere autenticità. Non si tratta solo di una rappresentazione teatrale, ma di un momento vissuto con devozione e coinvolgimento reale. Ed è proprio questa verità che rende ogni immagine potente e significativa.

Via Crucis Vivente

La fotografia come documento

Avevo già immortalato questo fantastico evento ma, questa volta e a distanza di qualche anno, ho voluto raccontare nuovamente attraverso le mie immagini qualcosa di eccezionale che, da ormai 42 anni avviene a Martano. Nell’era degli smartphone, del digitale, dell’intelligenza artificiale, in cui tutto si consuma subito, ho voluto dare a questo lavoro un sapore quasi cinematografico, lavorando ogni foto singolarmente secondo una mia interpretazione, sperando di dare un piccolo contributo alla comunità martanese e, soprattutto, al gruppo di amici della Via Crucis Vivente. Una documentazione fotografica che racconta una storia lunga millenni ma, soprattutto, un grande impegno di un gruppo di attori-amici che danno vita ogni anno ad una magnifica rappresentazione.

Via Crucis Vivente

Un patrimonio da custodire

La Via Crucis Vivente di Martano si conferma, anno dopo anno, come una delle manifestazioni religiose più suggestive del Salento. Un evento che unisce generazioni, rafforza il senso di comunità e mantiene viva una tradizione che parla al cuore delle persone.

La scena finale della Resurrezione, luminosa e carica di speranza, chiude il percorso lasciando il pubblico in un silenzio carico di emozione. È un momento che segna non solo la fine della rappresentazione, ma anche il passaggio simbolico dal dolore alla rinascita.

Per chi, come me, ha avuto l’opportunità di raccontare tutto questo attraverso la fotografia, resta la consapevolezza di aver documentato qualcosa di profondamente autentico: un intreccio di fede, storia e umanità che merita di essere conservato e condiviso.

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